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Archeologia e la Nave Romana

Caorle » Storia e cultura » Archeologia e la Nave Romana

Nave Romana 

 

Sono numerose le testimonianze del passato romano e preistorico di Caorle che continuano ad esserci restituite dall'entroterra e dal mare. La scoperta dell'Alto Adriatico come mare archeologico è piuttosto recente.

Un importante capitolo della storia archeologica dell'Alto Adriatico inizia nella primavera del 1992, quando al ministero dei Beni culturali viene segnalato il rinvenimento di un relitto in prossimità della costa caorlese. Il relitto giace da oltre duemila anni nell'Adriatico, si trova a 25 metri di profondità, è lungo quasi 23 metri con una larghezza massima di quasi 9. Il suo carico è costituito da centinaia di anfore in buono stato di conservazione; di queste, cinque vengono recuperate e consentono di datare il relitto tra la fine del II e gli inizi del I secolo a.C. ed è quasi certo che trasportassero vino.

Questo relitto rappresenta una parte importante di un'ampia raccolta di attrezzi e oggetti attinenti la vita marinara di varie epoche rinvenute nel mare di Caorle; rinvenimenti che portano gli esperti alla convinzione che il nostro mare custodisca numerosi relitti ed imbarcazioni grandi e piccole, romane e post-classiche, che verranno sicuramente scoperte nel corso di future campagne subacquee.

La ricchezza archeologica del territorio di Caorle e, soprattutto le prospettive di ricerca nel tratto di mare compreso tra la foce del Piave e la foce del Tagliamento, hanno convinto la Soprintendenza Archeologica per il Veneto e il Comune di Caorle ad avviare congiuntamente un progetto di un nuovo museo da destinare all'archeologia subacquea del Veneto orientale. Il Museo nazionale di Archeologia Subacquea troverà sede nell'ex Azienda agricola Chiggiato, in località Sansonessa, all'entrata di Caorle.